Sospensione cessione del quinto: Quando e come richiederla. Tutte le info utili

Sospensione del quinto dello stipendio.

La sospensione della cessione del quinto è una buona opportunità per tutte quelle famiglie che hanno sottoscritto questa tipologia di finanziamento e che si trovano in difficoltà nel pagamento delle rate.

Del resto, se consideriamo il periodo che da più di un anno stiamo affrontando a causa dell’emergenza da Covid-19, è lecito che anche gli istituti di credito facciano la loro parte. Andiamo, dunque, a vedere in che modo e quando è possibile richiedere la sospensione della cessione del quinto.

Cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è un finanziamento non finalizzato, a tasso fisso e rate costanti. Il richiedente può ottenere un prestito di importo variabile, da restituire in rate corrispondenti al 20% dello stipendio o della pensione netta mensile.

Possono richiedere la cessione del quinto i dipendenti pubblici, gli statali, alcune categorie di dipendenti privati ed i pensionati.

L’aspetto interessante di questa tipologia di finanziamento è che anche chi è finito in banche dati negative può richiederlo. Inoltre, l’erogazione è vincolata alla sottoscrizione di almeno una polizza assicurativa (rischio vita). Le polizze sono due se il beneficiario è un dipendente (rischio impiego e vita).

Per maggiori informazioni sull’argomento, leggi la nostra guida su come funziona la cessione del quinto.

Perché la sospensione è stata allargata anche alla cessione del quinto

In teoria, si potrebbe pensare che la misura della sospensione non sia necessaria, in quanto a beneficiare della cessione del quinto è un target che non è stato particolarmente colpito dalle conseguenze causate dal Covid-19.

A ben vedere, però, se consideriamo che questo finanziamento è stato esteso anche ai dipendenti privati, il discorso cambia. Molte aziende del comparto privato hanno affrontato e tuttora vivono momenti di grande difficoltà. C’è stato un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, misura che verrà prolungata fino a quando non verrà dichiarata la fine dell’emergenza sanitaria.

Il Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 aveva inizialmente escluso la possibilità per chi aveva in corso un prestito di ottenere la sospensione, concedendo tale opportunità solamente a chi era in possesso di un contratto di mutuo. Considerato il protrarsi dell’emergenza, tale misura è stata, successivamente, rivista.

Sospensione o riduzione della rata: ecco cosa possono fare i dipendenti privati

Un lavoratore in CIG percepisce un importo pari all’80% dello stipendio netto. Di conseguenza, se sul bilancio familiare mensile pesasse anche un finanziamento che andrebbe a decurtare un altro 20% del reddito netto, la situazione rischierebbe di aggravarsi.

Facciamo un esempio. Un dipendente privato di una Spa che percepisce in busta paga un netto di 1.200 euro, in regime di CIG, vedrebbe ridursi la sua principale entrata mensile a circa 960 euro. Dobbiamo, però, considerare la cessione del quinto in corso, la cui rata è all’incirca di 240 euro. Come potrai notare, il nostro dipendente si ritroverebbe a poter contare su un’entrata quasi dimezzata rispetto a quella originaria, pari a 720 euro al mese.

Per fortuna, questo rischio può essere scongiurato e ora ti spieghiamo subito il perché. Infatti, se il tuo datore di lavoro ha richiesto la CIG, la trattenuta va calcolata sul nuovo importo mensile netto percepito, non su quello originario. Tornando all’esempio di prima, il 20% dello stipendio netto va calcolato sui 960 euro, non sui 1200.

Attenzione! Questo passaggio, però, non è automatico. Spetta al datore di lavoro comunicare all’istituto di credito l’avvenuta attivazione della Cassa Integrazione Guadagni. Dal canto suo, la banca, prima di accordare l’accomodamento o la diminuzione delle rate, farà una verifica delle polizze assicurative associate al finanziamento.

Dunque, un dipendente privato che sta attraversando un momento di difficoltà economica a causa della riduzione o della sospensione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni, può richiedere:

  • La riduzione delle rate, calcolandola sul nuovo importo netto mensile percepito;
  • La sospensione delle rate, beneficiando della moratoria Assofin.

Della riduzione delle rate abbiamo già parlato. Andiamo a vedere come funziona la sospensione delle rate prevista dalla moratoria Assofin.

Sospensione delle rate: quando richiederla e quali sono i requisiti

Assofin, Associazione Finanziaria del Credito al Consumo e Immobiliare, ha esteso l’accesso alla moratoria (ad oggi) fino al 31 marzo 2021. Tale provvedimento consente di ottenere una sospensione delle rate per i contratti di cessione del quinto fino ad un massimo di sei mesi.

Per richiedere la sospensione dovrai rispettare due importanti condizioni:

  • La sottoscrizione del finanziamento non deve essere anteriore al 20 aprile 2020, data di lancio della moratoria;
  • Alla data del 21 febbraio 2020, non devi aver accumulato ritardi nel pagamento delle rate.

L’approvazione della richiesta di sospensione richiede, però, il benestare di:

  • Datore di lavoro;
  • Compagnia assicurativa

Il datore di lavoro deve assumersi l’impegno di recuperare le rate momentaneamente sospese, calcolando anche gli interessi maturati durante il periodo della sospensione. Il recupero delle rate può avvenire tramite accodamento delle stesse (da effettuarsi successivamente alla scadenza originaria del contratto) o attraverso eventuali trattenute (da effettuarsi anche durante l’ammortamento del prestito, in via aggiuntiva rispetto a quelle già dovute ai fini del rimborso dello stesso, ma sempre nell’osservanza dei limiti di importo e di coesistenza con altre trattenute previsti dalla legge).

Dal canto loro, le compagnie assicurative devono prolungare la validità delle polizze assicurative rischio vita e impiego associate alla cessione del quinto, estendendole oltre la durata del contratto di finanziamento originariamente prevista e fino a quando non verrà completato il pagamento delle rate sospese.

Sospensione della rata per i dipendenti pubblici: si può richiedere?

Discorso, invece, differente per i dipendenti pubblici. In questo caso, infatti, è la legge ad aver disciplinato il comportamento da seguire nei casi di riduzione dell’importo mensile dello stipendio. L’articolo 35 del DPR 180 del 1950 stabilisce espressamente che, in presenza di una riduzione superiore al terzo, la trattenuta non può eccedere il quinto dello stipendio ridotto.

Dunque, questa categoria può accedere alla rimodulazione della rata, con l’importo insoluto che verrebbe, poi, accodato al piano di ammortamento.

Come richiedere la sospensione delle rate

Per richiedere la sospensione delle rate è necessario mettersi in contatto con il proprio istituto di credito il quale, presumibilmente, ti inviterà a compilare un modulo e ad allegare alcuni documenti relativi al tuo contratto di finanziamento, oltre a specificare i motivi che ti hanno spinto a presentare la richiesta.

Se non sei molto pratico sotto questo aspetto, probabilmente ti farà piacere sapere che non dovrai essere tu ad inoltrare alla banca la richiesta. Sarà il tuo datore di lavoro a farlo, una volta che gli avrai inviato quanto richiestoti dall’istituto di credito.

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