Come e dove vedere il tfr maturato sul CUD?

TFR è l’acronimo del trattamento di fine rapporto, ovvero la prestazione economica che concerne il lavoratore dipendente nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro, qualunque sia la motivazione: dimissioni, licenziamento o il conseguimento dell’età della pensione. Il TFR, quindi, è un compenso che verrà corrisposto con modalità differita quando sarà cessato il rapporto di lavoro, ossia una specie di salario posticipato che viene calcolato per quote annuali.

Avevo già spiegato come vedere il TFR in busta paga, invece in questo articolo ti spiegherò come trovare l’importo del TFR sul CUD, quali sono le voci da andare a vedere e tutto ciò che ti può essere utile per sapere qual è il tuo trattamento di fine rapporto.

Dove si vede il TFR maturato nel CUD?

C’è una sezione nella parte bassa a pagina 4 della Certificazione Unica 2022 che è denominata Trattamento di fine rapporto, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata. Questa sezione è quella dove è possibile trovare l’importo del TFR maturato sul CUD.

Ci sono svariate voci che in questa documentazione indicano le informazioni relative al TFR. Nello specifico nel CUD bisogna andare a guardare i punti che vanno dall’801 al 920, all’interno del quadro poc’anzi nominato.

Se il lavoratore ha cessato il suo rapporto di lavoro e non ha ricevuto alcun importo tassato nel corso dell’anno, ma vuole vedere a quanto ammonta il fondo TFR può visionare i campi che vanno da 801 a 813.

La voce 810 del CUD: Cos’è e cosa indica

La voce 810 indica l’ammontare di TFR che è stato maturato a partire dal 1° gennaio 2001. L’importo è:

Devono essere, inoltre, presenti in questa voce le rivalutazioni maturate dall’1/1/2001, le quali devono essere al netto delle relative imposte sostitutive.

Il TFR certificato nelle voci 809 e 810 dal datore di lavoro rappresenta il TFR accantonato al 31 dicembre del 2021. Sono, quindi, dati importanti, in quanto permettono al lavoratore di prendere visione dell’importo del proprio TFR.

Il punto 810 non è la sola voce che riguarda l’importo del TFR, questo dato è ravvisabile nei punti:

  • 809, indica il TFR maturato fino al 31/12/2000 e che è rimasto in azienda;
  • 810, evidenzia il TFR maturato dall’1/1/2001 e che è rimasto in azienda;
  • 811, il dato del TFR mette in luce la prestazione economica maturata fino al 31/12/2000 e che è stata versata al fondo;
  • 812, viene indicato il TFR maturato dall’1/1/2001 al 31/12/2006 e che è stato versato al fondo;
  • 813, è indicato il TFR maturato dall’1/1/2007 e che è stato versato al fondo.

I punti precedenti, dal 801 al 808, devono essere compilati dal datore di lavoro

  • nel punto 801 devono essere indicate  le eventuali somme erogate nell’anno; il valore viene quantificato sottraendo dall’ammontare complessivo corrisposto l’eventuale importo  destinato al fondo pensione, a questo occorre aggiungere la rivalutazione maturata a partire dal 1° gennaio 2001 e, infine, bisogna sottrarre l’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR, che  al momento è pari al 17%;
  • nel punto 802 sono presenti eventuali importi in anni precedenti;
  • nel punto 803 è possibile trovare l’eventuale detrazione che spetta sul TFR;
  • nei punti 804 e 806 vengono indicate le eventuali ritenute effettuate nel corso dell’anno e le eventuali ritenute eseguite in anni precedenti;
  • nei punti 805 e 807 si possono trovare le relative ritenute sospese.

L’importo del TFR nel CUD è lordo o netto?

All’interno della documentazione del CUD è possibile trovare l’importo lordo del TFR, ovvero il TFR accumulato fino a quel momento dall’azienda. Per chi decide di lasciare il TFR in azienda può trovare questo dato nel quadro intitolato Trattamento di fine rapporto, indennità equipollenti, altre indennità. Nello specifico nelle caselle:

  • 809, nel quale è indicato il TFR maturato al 31 dicembre 2000 e che è stato lasciato in azienda;
  • 810, nel quale si evidenzia il TFR maturato dall’1 gennaio 2001 e che è stato lasciato in azienda.

Sommando gli importi di queste due caselle si ottiene il TFR lordo che l’azienda accantona per il dipendente. Per coloro che sono stati assunti dopo il 2000, inoltre, trovano l’indicazione solo nella casella 810; mentre non vi è alcun dato nella casella 809, in quanto l’assunzione all’interno dell’impresa di riferimento è avvenuta dopo il 2000.

Tassazione del TFR indicato nel CUD

Nella Certificazione unica rilasciata dal datore di lavoro sono presenti sia il TFR sia l’anticipazione nel TFR, dati che però non vanno dichiarati nel 730. Perché? Perché non sono compresi nel reddito complessivo e non sono assoggettati a IRPEF e addizionali.

Il TFR e l’anticipazione nel TFR sono, quindi, posti a tassazione separata e, quindi, non confluiscono nel reddito complessivo sul quale viene applicato l’IRPEF, gli addizionali regionali e quelli comunali. Questi importi vengono tassati dal datore di lavoro nel momento in cui  procede all’erogazione dell’anticipazione del TFR o del TFR alla cessazione del rapporto di lavoro.

L’art. 19 del Testo Unico sulle Imposte sul Reddito (TUIR) evidenzia come il TFR e l’anticipo del TFR siano soggetti a tassazione separata; questo, infatti, prevede da parte dell’Agenzia delle Entrate anche una riliquidazione dell’imposta.

Il TFR, quindi, è soggetto a una specifica tassazione; la quale, secondo l’art. 17 del TUIR, prevede una tassazione che si basa sull’aliquota media IRPEF delle annualità di accumulo.

Se oggi il dipendente di un’azienda decide di interromper il rapporto di lavoro che lo lega con l’impresa, quest’ultima deve pagargli il TFR: la prestazione economica non sarà tassata con l’aliquota IRPEF che ha pagato quest’anno. L’azienda dovrà tassare l’importo del TFR con l’aliquota media stabilita sugli anni in cui il dipendente ha lavorato in quell’impresa. Se, ad esempio, il dipendente ha lavorato dal 2015 al 2023, l’aliquota che deve essere applicata non è quella del 2023, ma l’aliquota media che deve essere calcolata dal 2015 al 2023.

Per calcolare il TFR netto bisogna, quindi, considerare tre fattori, ossia:

  • gli anni effettivi di lavoro ed eventuali frazioni di anni;
  • le aliquote IRPEF di ogni singolo anno;
  • l’aliquota media conteggiata su tutti gli anni di lavoro.

La somma che spetta al lavoratore è uguale, per ogni anno di servizio, alla retribuzione utile divisa per il coefficiente 13,5: la quota che viene maturata ogni mese è in dodicesimi. Le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni vengono contati come mese intero.

La quota di retribuzione annuale determinata con questo calcolo si deve accantonare e subisce una rivalutazione al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine dell’anno viene detratto dal fondo accantonato un contributo a favore del Fondo pensione lavoratori dipendenti, l’importo ai fini previdenziali è pari allo 0,50% della retribuzione imponibile.

L’accantonamento al fondo TFR deve essere registrato in bilancio e, per questo motivo, il datore di lavoro è obbligato a comunicare questo dato ogni anno, anche all’interno del CUD: ricordo che questo documento è stato ora sostituito con la certificazione unica CU.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.