Cos’è la Capienza Fiscale: Verifica, calcolo e cessione del credito

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Guida alla capienza fiscale

Il decreto legge n. 34 del 2020, definito anche “Decreto Rilancio“, sancisce all’articolo 119, comma 1 che il Superbonus 110% viene applicato per le spese documentate e sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021: spese che devono rimanere a carico del contribuente e che devono essere ripartite agli aventi diritto in quote annuali di pari importo nella misura di cinque rate.

Il contribuente, quindi, potrà detrarre la quota spettante, ma nei limiti dell’Irpef lorda di ogni anno, seguendo il principio della capienza fiscale.

Che cos’è la capienza fiscale

La capienza fiscale è la possibilità del contribuente di ridurre l’Irpef, mediante l’uso di detrazioni. In molte circostanze c’è, quindi, la possibilità di usufruire di uno sgravio; ma questo può avvenire, solamente, quanto le tasse che si devono pagare hanno un importo superiore rispetto alla cifra che deve essere portata in detrazione. Se ciò non avviene, il contribuente si dice che è incapiente. La capienza fiscale, quindi, è la possibilità di avere diritto a delle detrazioni, al fine di ridurre l’Irpef.

Questo rimborso può essere ottenuto presentando la dichiarazione dei redditi. In questo contesto si verifica, infatti, se il contribuente ha un credito di imposta che gli permette di usufruire di questa opzione. L’operazione che viene fatta dal Fisco italiano prevede che dall’Irpef, che è già stata pagata, venga detratta l’eventuale credito di imposta. Nel caso del lavoratore dipendente l’Irpef dovuta viene già prelevata dalla busta paga e versata mensilmente dal datore di lavoro, il quale rappresenta il sostituto di imposta. Se ci sono degli oneri detraibili, questi danno diritto a dei rimborsi fiscali. Le spese che vengono detratte devono coincidere con l’anno in cui vengono sostenute, ovvero nel 2022 va dichiarato il reddito del 2021 e si possono scaricare le spese sostenute nel 2021.

Ciò che determina, quindi, un ipotetico rimborso è la capienza fiscale: ricordiamoci che il Fisco non regala niente a nessuno e, quindi, ciò che viene rimborsato è stato in qualche modo già versato dal contribuente per mezzo di tasse già pagate. L’importo di tale rimborso, in secondo luogo, non può avere una cifra superiore alla cifra che l’Irpef ha trattenuto nell’anno precedente rispetto a quello in cui viene presentata la dichiarazione dei redditi.

A cosa serve la capienza fiscale?

La capienza fiscale, quindi, serve per capire se il contribuente ha diritto a benefit, bonus e rimborsi, in base a ciò che ha versato. Questo può essere verificato esclusivamente tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi, strumento che permette al contribuente di pagare le imposte in base al proprio reddito.

Come verificare e calcolare la tua capienza fiscale

Per verificare la capienza fiscale di un contribuente il calcolo si effettua dall’imposta lorda dovuta. Come abbiamo avuto modo di dire anche poc’anzi, questo dato si prende dalla dichiarazione dei redditi. La cifra lorda deve essere successivamente confrontata con la rata annuale da portare in detrazione. La capienza fiscale risulta, nella maggior parte dei casi, come uno sgravio fiscale che viene applicato sull’Irpef o sull’Ires. Il beneficio ha luogo solamente quando l’importo delle tasse da pagare sono superiori alla cifra che viene portata in detrazione.

Facciamo degli esempi.

Il contribuente ha effettuato delle spese di ristrutturazione e ha diritto alla restituzione del 50% delle spese per un totale di 30.000 euro. Questo importo potrà essere detratto in 10 rate annuali di pari importo, ossia 3.000 euro. Se il contribuente ha l’Irpef lorda da versare o versato di un importo uguale o maggiore ai 3.000 euro potrà essere considerato un soggetto capiente fiscalmente.

Il contribuente ha speso 200.000 euro per una ristrutturazione di una certa entità e ha un’Irpef lorda di 4200. Con la normativa vigente può portare in detrazione il 50% di 96.000 euro, ossia il tetto massimo. L’importo che si può rateizzare è di 48.000 euro, da suddividere in dieci rate da 4.800 euro. La capienza fiscale in questo caso non basta, in quanto l’importo da detrarre annualmente è di 4.800 euro ed è una cifra superiore rispetto ai 4.200, ovvero l’imposta lorda dovuta. I 600 euro che eccedono verranno persi.

Se il contribuente sta portando in detrazione delle spese e si trova in uno dei dieci anni nella no tax area, questa rata non potrà più essere portata in detrazione e sarà persa. Non potrà, inoltre, essere recuperata dopo i dieci anni e neanche nelle successive dichiarazioni. Nel caso il contribuente sia sposato, non vi è la possibiltà di trasferire al coniuge questa rata. Nel caso in cui i familiari siano conviventi, questi possono dividere la detrazione, ma bisogna stabilire questa cosa subito: nel momento in cui si paga il lavoro che risulta oggetto dell’incentivo.

La no tax area è quella soglia entro la quale non sono dovute le tasse, in quanto i redditi sono bassi e l’Irpef non viene pagata. Di conseguenza nulla viene portato in detrazione. Questa soglia è diversa a seconda della categoria a cui si appartiene:

  •  per i dipendenti e i pensionati è di 8.000 euro;
  • per gli autonomi occasionali o per la cessione di diritti d’autore è 4.800 euro;
  • per coloro che percepiscono solo redditi agrari, redditi dei fabbricati e redditi da terreni è di 500 euro;
  • per redditi derivanti in modo esclusivo da terreni è 185,92 euro;
  • per i compensi che provengono da attività sportive dilettantistiche è di 28.158,28 euro;
  • per i compensi che dipendono da attività da lavoro autonomo qualora si sceglie il regime forfettario è di 65.000 euro.

Dove si trova la capienza fiscale nel CUD e nel 730

Il dato relativo alla capienza fiscale nel CUD risulterà nel rigo inerente alle ritenute Irpef, ossia la casella 21 e corrisponde al totale delle imposte pagate.

Nel 730, invece, la capienza fiscale si trova nella parte in cui vengono inseriti i redditi percepiti, le spese sostenute e da portare in detrazione e la parte delle imposte pagate e da pagare. Bisogna verificare cosa è indicato nel rigo concernente l’imposta netta ed entro questa somma si potrà richiedere la detrazione.

Capienza fiscale e cessione del credito

Il contribuente può detrarre annualmente la quota corrispondente, ma deve essere nei limiti dell’Irpef lorda di ogni anno. La quota annuale che viene posta in detrazione può non trovare capienza in questa imposta e, quindi, non può essere usata in diminuzione dell’imposta lorda nei successivi periodi d’imposta. Non può, altresì, essere chiesto un rimborso successivo.

L’Agenzia delle Entrate, in merito alla questione, ha spiegato che al posto della detrazione può essere richiesta dal contribuente la cessione del credito, ovvero l’importo potrà essere trasformato in credito d’imposta e ceduto a banche, assicurazioni, fornitori o a terze parti. Questa opzione può essere richiesta anche qualora il contribuente risultasse incapiente, in quanto nel caso si possieda un diritto di credito lo si deve poter usare o cedere a terzi, senza nessun vincolo. È quanto viene affermato dal Decreto Rilancio 2020.

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