Che cos’è l’ISC: Indice Sintetico di Costo – Guida completa

Indice Sintetico di Costo

Se hai mai aperto un conto corrente, ti sarà già sicuramente capitato di incontrare il termine ISC, cioè l’Indicatore Sintetico di Costo (o Indice Sintetico di Costo). In questo articolo ti spiegheremo tutto quello che devi sapere.

Se l’argomento ti interessa e vuoi un migliore approfondimento, ti consigliamo di leggere anche il nostro articolo su L’informativa precontrattuale obbligatoria per il credito al consumo.

Cosa indica l’ISC?

In parole povere, l’ISC è il costo indicativo annuo del conto corrente, espresso in euro. ll valore è comprensivo di tutte le spese e le commissioni che sarebbero addebitate al titolare del conto nel corso dell’anno, al netto degli oneri fiscali ed eventuali interesse.

 L’Indicatore Sintetico di Costo comprende, quindi, le seguenti spese:

  • Il rimborso del capitale
  • l pagamento degli interessi
  •  Le spese di istruttoria e quelle di perizia
  • Le spese di incasso rata
  • Le spesi di assicurazione imposte dal creditore
  • Ogni altra spesa connessa all’operazione di finanziamento

Come previsto dalle istruzioni della Banca d’Italia in tema di trasparenza, tale indicatore è inserito nel Foglio Informativo per i conti correnti destinati ai consumatori e nell’estratto conto di fine anno. L’ISC è sempre determinato in base ai profili di operatività individuati dalla Banca d’Italia.

Profili di operatività dell’ISC

Ai fini della costruzione dell’ISC, Banca d’Italia distingue sei profili di utilizzo per i conti c.d. “a pacchetto”, uno per i conti c.d. “a consumo” e uno per quelli “in convenzione”.

Conto corrente “a pacchetto”

Il conto corrente a pacchetto può essere previsto per:

  • I giovani (con un max di 164 operazioni all’anno) – questo profilo usa una carta prepagata, predilige l’uso di canali alternativi quale internet, usa poco gli assegni e non ha la carta di credito.
  • Le famiglie con bassa operatività (con un max di 201 operazioni all’anno) – questo profilo si caratterizza per il possesso di un mutuo e di finanziamenti per l’acquisto e non ha la carta di credito.
  • Quelle con media operatività (con un max di 228 operazioni all’anno) – chi appartiene a questa categoria è titolare di un mutuo e ha la carta di credito.
  • Le famiglie con elevata operatività (con un max di 253 operazioni all’anno) – colui che possiede tale conto è titolare di un mutuo, utilizza la carta di credito, ha servizi di investimento. Durante l’anno fa frequente uso degli strumenti di pagamento tipici del conto corrente (assegni, prelievi con la carta di debito, domiciliazione utenze e pagamenti).
  • I pensionati con bassa operatività (con un max 124 operazioni all’anno) – questo profilo si caratterizza per la preferenza dell’uso dei servizi a sportello rispetto ai canali alternativi, come quelli online.
  • I pensionati con media operatività (con un max di 189 operazioni all’anno) – in questo caso il titolare usa la carta di debito per le operazioni di pagamento e per quelle di pagamento, usa la carta di credito e ha servizi di investimento.

Conto corrente “a consumo”

Per il conto corrente “a consumo”, invece, è previsto un solo profilo caratterizzato da una ipotesi di utilizzo molto contenuta del conto. Questa prevede l’effettuazione di pochi bonifici, un basso utilizzo degli assegni ma soprattutto non richiede il possesso di una carta di credito. È quindi caratterizzato da un utilizzo molto contenuto del conto corrente ed è finalizzato a soddisfare esigenze specifiche (ad esempio conti per l’appoggio del dossier titoli o per l’addebito delle rate del mutuo).

Conto corrente “in convenzione”

Infine, i conti correnti in convenzione sono indirizzati a particolari categorie di clienti. Ad esempio, dipendenti di enti pubblici ed enti privati le cui condizioni sono negoziate collettivamente con la Banca. Questa ha quindi previsto un regime particolare che tiene conto delle loro specificità.

Perché è importante l’ISC?

L’ISC rappresenta un fattore essenziale da tenere in considerazione, nel momento in cui stiamo decidendo di aprire un conto presso una qualsiasi banca. Infatti, è il principale strumento di confronto dei costi relativi ai diversi piani di offerta presentati dai vari istituti di credito, aiutandoci quindi a trovare il conto che più risponde alle nostre necessità.

Potrai quindi facilmente confrontare l’ISC effettivamente sostenuto nel corso dell’anno per il conto corrente di cui sei titolare, con quello calcolato dalla Banca d’Italia. Attraverso la lettura e l’interpretazione di queste informazioni, hai quindi la possibilità di verificare se il costo che hai sostenuto sia coerente (o meno), con l’ISC relativo al profilo di operatività nel quale si è identificati.

Quando i due valori sono molto distanti tra loro, significa che la tipologia di conto scelta non è la più adatta alle tue specifiche esigenze. In tal caso, potrai quindi valutare eventualmente altre tipologie di conto più adatto alle proprie esigenze.

Modalità di calcolo dell’ISC

L’ISC si compone di:

  • Una componente fissa, che comprende tutte le voci di spesa che il cliente nel corso dell’anno solare dovrebbe comunque sostenere, per il solo fatto di aver sottoscritto il rapporto (ad es. il canone annuo del conto e tutte le comunicazioni obbligatorie per legge)
  • Una componente variabile, ossia tutti i costi – spese e commissioni – che il cliente sostiene in relazione alle operazioni compiute (ad es. i bonifici)

A parità di prodotto, quindi, l’ISC varierà anche sensibilmente tra un profilo di utilizzo e l’altro, ossia a seconda:

  • Del numero di operazioni effettuate;
  • Della tipologia di canale utilizzato;
  • Dei servizi/prodotti collegati al conto (deposito, carta di debito, carta di credito, bancomat, ecc.)
  • E di altri parametri presi in considerazione da Banca d’Italia.

Se vuoi vedere più nel dettaglio le caratteristiche e l’operatività che contraddistingue i profili di utilizzo, ecco la Tabella predisposta dalla Banca d’Italia.

Quindi per il calcolo dell’ISC di un dato profilo si considera l’operatività associata al profilo stesso riportata nella tabella. Inoltre, si assume che il consumatore abbia sul conto una giacenza e un patrimonio investito costante per l’intero periodo di riferimento. Di seguito sono riportate le soglie per profilo di utilizzo, funzionali al calcolo del canone in funzione della giacenza o del patrimonio investito:

 Giacenza mediaPatrimonio investito
giovani  1.500 €  0 €  
famiglie con operatività bassa  4.000 €  6.000 €  
famiglie con operatività media  5.000 €  33.000 €  
famiglie con operatività elevata  5.500 €  80.000 €  
pensionati con operatività bassa  4.000 €  30.000 €  
pensionati con operatività media  6.000 €85.000 €

Per “giacenza media” si intende la media semplice dei saldi contabili. Mentre per “patrimonio investito” si intende l’ammontare impiegato in servizi di investimento ed assicurativi.

Nel caso di conto a consumo, ai fini del calcolo dell’indicatore sintetico di costo devono contribuire le spese di liquidazione di interessi creditori definite su base annuale.

Formula matematica dell’ISC

L’ISC va calcolato quindi nel modo seguente:

dove:

  • “CF” corrisponde alla componente fissa, comprensiva di tutte le voci di spesa che il consumatore dovrebbe comunque sostenerecomprese quelle relative all’invio delle comunicazioni di trasparenza
  • “CV” invece è la componente variabile, ossia a tutti i costi che il cliente sostiene in relazione alla sua operatività in conto corrente. A tal fine, le banche calcolano il costo complessivo che il consumatore sosterrebbe ipotizzando i livelli di utilizzo ottenuti da uno tra i sei profili previsti per i conti correnti. Per i conti che prevedono una franchigia di operazioni su base infrannuale, va ipotizzato che il numero di operazioni annue previste dal profilo si ripartisca uniformemente nell’anno.
  • “t” rappresenta l’arco temporale di riferimento per il calcolo delle spese fisse
  • “T” rappresenta l’arco temporale di riferimento per il calcolo delle spese variabili.

Elenco dei costi da inserire nell’ISC

Di seguito vi proponiamo una serie di esempi relativi alle voci più comunemente incontrate nell’Indicatore Sintetico di Costo.

Prezzo sportello

È il costo relativo ai movimenti allo sportello. Per il prelievo contante allo sportello va considerata la commissione sui prelievi di contante allo sportello per importi superiori a 500 €.

Prezzo canali alternativi

È il prezzo relativo ai movimenti attraverso Internet, telefono o ATM.

Versamenti in contante ed assegni

Il costo deve essere sempre definito in base alle caratteristiche del prodotto. Ad esempio, nel caso di conti online in cui le operazioni “versamenti in contante” ed “assegni versati” presuppongono una interazione con lo sportello o con l’ATM vanno considerati gli eventuali costi sostenuti dal cliente per effettuare tali operazioni.

Comunicazione di trasparenza

Relativa alle spese di invio documentazione e deve comprendere il costo per la generazione del documento e le eventuali commissioni di invio al cliente (es. spese postali). In caso di conto on-line il costo si minimizza (ad es. comunicazione tramite e-mail), altrimenti l’invio si intende cartaceo ed effettuato attraverso il servizio postale.

Invio estratto conto

Comprende la spesa per la generazione del documento e le eventuali spese di invio al cliente (es. spese postali). Anche in questo caso è possibile limitare il costo sfruttando l’invio tramite posta elettronica.

Canone carta di debito

Il canone della carta di debito deve essere computato in modo coerente rispetto alle esigenze del cliente (definite all’interno del profilo).

Prelievi ATM stessa banca, prelievi ATM altra banca e prelievi ATM e paesi UE

La commissione per i prelievi con carta di debito deve tener conto delle caratteristiche specifiche del prodotto. Infatti, alcuni conti correnti prevedono un numero di operazioni gratuite incluse nel canone (soprattutto con riferimento ai prelievi presso un’altra banca). Ad esempio, possono risultare gratuiti i primi 30 prelievi ATM da altra banca mentre ai successivi viene applicata una commissione.

Carta prepagata – canone/una tantum

Il canone/una tantum della carta prepagata corrisponde al costo fisso che il consumatore sostiene per l’accesso al servizio.

Carta prepagata – ricariche tramite internet

La voce di costo da considerare è quella relativa alla commissione per ricaricare la carta prepagata tramite Internet.

Canone carta di credito (prezzo sportello e prezzo altri canali)

Nell’ambito delle differenti tipologie di carte offerte alla clientela (Visa, Mastercard ecc.), la banca deve considerare quella con il canone più basso. Per i profili che utilizzano il servizio (“famiglie con operatività media”, “famiglie con operatività elevata”, “pensionati con operatività media”) la spesa annua con carta di credito si intende pari a 2.112 €. Questo importo va utilizzato per calcolare il canone nel caso in cui il contratto preveda un onere differenziato in base alla spesa effettuata. Ad esempio, se è definita una soglia di spesa minima di 2.100 € oltre la quale non è dovuto il canone, nell’ISC va incluso un importo pari a 0. Se invece la soglia è pari a 2.500 €, va incluso l’importo previsto a carico del cliente.

Carta Multifunzione (sia debito che credito)

Il costo della carta multifunzione (carta di debito e credito) va imputato solo se risulta più conveniente rispetto all’acquisto dei singoli servizi.

Invio estratto conto per la carta di credito

Qualora la società emittente risulti diversa dalla banca stessa, la singola spesa per invio della carta di credito è predefinita ed è pari a 1,03 €. Altrimenti, il prezzo è quello applicato dalla banca e riportato nel foglio informativo.

Pagamenti con assegno

Deve essere considerato il “costo del singolo assegno”.

Domiciliazione utenze

È il costo riferito al pagamento con domiciliazione.

Pagamenti imposte e tasse

La commissione da adottare è quella relativa ai pagamenti con delega unificata (ad es. F23 – F24).

Operazioni di pagamento con carta di debito

L’operazione non presenta commissioni e non genera costi di linea estratto conto a pagamento se effettuata tramite circuito Pagobancomat. Altrimenti, si devono considerare le eventuali commissioni previste dal circuito.

Pagamenti ricorrenti – Rata mutuo – Finanziamento rate acquisiti

Per ciascuna voce, si devono considerare le commissioni effettivamente applicate ai pagamenti ricorrenti per le due tipologie di finanziamento a rate.

Bonifici verso l’Italia allo sportello con addebito in c/c e bonifici verso l’Italia tramite internet

La commissione da adottare è quella riferita ai bonifici su altra banca.

Spese per operazioni non incluse nel canone

In caso di conto a pacchetto, se il numero di operazioni annue che generano linea di estratto conto a pagamento è superiore al numero di operazioni comprese nel canone, si deve considerare il costo della linea estratto conto per le operazioni eccedenti. In caso di conto a consumo, ai fini della definizione dell’indicatore sintetico di costo, la banca deve considerare il costo della linea estratto conto per le operazioni che generano linea di e/c a pagamento.

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