Rinegoziazione cessione del quinto dello stipendio: Tutto quello che devi sapere

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La rinegoziazione della cessione del quinto è un’interessante opportunità, per tutti coloro che hanno già questo prestito in corso, ma vogliono rinnovarlo per ottenere ulteriore liquidità.

Del resto, durante un finanziamento, che può avere una durata massima di 10 anni, le esigenze di un consumatore possono cambiare. Si potrebbe avere la necessità di affrontare delle spese impreviste o di realizzare un progetto importante.

Dunque, avere la possibilità di rinegoziare la cessione del quinto dello stipendio, potrebbe aiutare tante persone. Oggi, sono in molti ad apprezzare questa tipologia di finanziamento in quanto comodo, sicuro, flessibile e ricco di vantaggi.

Possono richiederlo i dipendenti pubblici, quelli statali e alcune categorie di dipendenti privati. Soprattutto, anche coloro i quali hanno subito in passato dei disguidi finanziari e sono entrati nelle cosiddette black list dei cattivi pagatori hanno la possibilità di ottenere questo finanziamento.

L’opzione della rinegoziazione è vantaggiosa in quanto permette di allungare il piano di ammortamento, usufruendo al contempo di un’ulteriore somma a titolo di liquidità

Ma quali sono le condizioni da rispettare e le altre caratteristiche della rinegoziazione della cessione del quinto dello stipendio? Continua a leggere l’articolo e lo scoprirai.

Come funziona la rinegoziazione della cessione del quinto dello stipendio

Sotto il profilo tecnico, rinegoziare una cessione del quinto dello stipendio significa beneficiare di un nuovo finanziamento che permetterà di estinguere il prestito ancora in corso ed ottenere liquidità aggiuntiva. Dunque, il vecchio finanziamento verrà archiviato per lasciare spazio ad una nuova cessione del quinto.

Con la liquidità che ti verrà concessa dovrai prima estinguere la vecchia cessione. L’importo restante (la differenza tra la somma che ti ha concesso l’ente erogatore e quella necessaria per estinguere il precedente finanziamento) potrai utilizzarlo nel modo in cui ritieni più opportuno.

Quando si può rinegoziare la cessione del quinto dello stipendio

Uno dei quesiti principali che si pongono i consumatori su questo argomento è: quando posso rinegoziare la mia cessione del quinto dello stipendio?

Per chiarezza, riteniamo sia giusto affrontare la tematica scomponendola a seconda della durata originaria del contratto:

  • Durata superiore ai 5 anni (da 61 a 120 mesi);
  • Durata pari o inferiore ai 5 anni (fino a 60 mesi).

Come rinegoziare una cessione del quinto dello stipendio con una durata superiore ai cinque anni?

In questi casi, prima di richiedere una rinegoziazione è necessario che siano trascorsi almeno i 2/5 della durata inizialmente prevista o, in termini percentuali, il 40%. Dunque, se il tuo finanziamento ha una durata di 120 mesi, per poterlo rinegoziare dovrai attendere 48 mesi (alias quattro anni).

Come rinegoziare una cessione del quinto con una durata pari o inferiore ai cinque anni?

Meno rigide e più flessibili sono le condizioni che regolano la rinegoziazione di questo prestito, della durata massima di 60 mesi. Qualora la tua richiesta di rinnovo sia per una durata decennale, infatti, il dipendente potrà richiedere in qualunque momento la rinegoziazione, senza dover obbligatoriamente attendere che siano trascorsi i classici 2/5 della durata del prestito.

Rinegoziazione cessione del quinto dello stipendio: normativa di riferimento

Come abbiamo avuto modo di spiegare nel nostro articolo su come funziona la cessione del quinto dello stipendio, la normativa di riferimento per questa tipologia di finanziamento è il DPR 180 del 1950. A questa si aggiungono anche la legge 80 del 2005, la quale ha esteso anche ai dipendenti privati e ai pensionati la possibilità di richiedere questo prestito, nonché il Decreto Legislativo 141 del 2010.

Rimborso sulla rinegoziazione della cessione del quinto dello stipendio

Il poc’anzi citato Decreto Legislativo 141 del 2010 è intervenuto su una questione importante relativa alla rinegoziazione. Infatti, quando si estingue o quando si rinnova tale finanziamento, il consumatore ha diritto alla restituzione di alcuni costi dei quali non ha usufruito.

Ci riferiamo, in particolare, ai costi accessori e alle spese legate alla sottoscrizione della polizza assicurativa. Il nocciolo della questione è che, in fase di delibera del finanziamento, l’istituto di credito tende a calcolare, nell’ambito dell’importo erogato, somme percentuali sia sulle spese accessorie che su quelle assicurative.

In caso di estinzione o rinegoziazione, le percentuali di quelle spese che erano già state calcolate e che venivamo spalmate sulle rate mensili vanno nuovamente conteggiate dalla banca.

L’unico modo per ottenere un resoconto completo e il rimborso spettante è chiedere all’istituto di credito il conteggio estintivo, un documento riepilogativo che facilita il calcolo della somma a cui si ha diritto quando si va a rinegoziare o estinguere in anticipo una cessione del quinto dello stipendio.

È obbligatorio rinegoziare la cessione del quinto dello stipendio con lo stesso istituto di credito?

Assolutamente no. Trattandosi a tutti gli effetti di un nuovo finanziamento, sarai libero di accenderlo con qualsiasi altro istituto di credito.

Conviene rinegoziare una cessione del quinto dello stipendio?

Le valutazioni, ovviamente, sono sempre di carattere soggettivo. Molto dipende dalle tue esigenze e necessità. Chiaramente, ci sono elementi di carattere oggettivo che dovresti prendere in considerazione, come ad esempio i tassi di interesse.

Se, ad esempio, hai sottoscritto una cessione del quinto ad un tasso d’interesse più alto rispetto a quello attuale, potrebbe essere conveniente rinegoziarla per usufruire di condizioni di mercato più favorevoli. Un po’ quello che accade con la surroga del mutuo, la quale negli ultimi anni ha visto un’esplosione di richieste, in virtù di tassi d’interesse ai minimi storici.

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