Il prestito con garanzia immobile senza busta paga

prestito

Se non hai un reddito dimostrabile ma hai bisogno di un prestito, non preoccuparti perché esistono strumenti alternativi anche per assicurare una soluzione finanziaria a chi come te si ritrova in una situazione precaria: il prestito con garanzia immobile senza busta paga.

Se invece ti interessa, puoi scoprire anche come ottenere prestiti in un’ora senza uno stipendio.

Cos’è la garanzia ipotecaria

Si tratta di una garanzia di tipo “reale”, da applicarsi su un bene immobile di cui hai la legittima proprietà. In generale possiamo dire che:

  • È riservata a prestiti di importo molto elevato
  • Ha un costo variabile che dipende dalla parcella del notaio
  • È molto apprezzata dalle banche, in quanto si tratta di una garanzia “forte”, soprattutto se è di primo grado cioè se non ci sono altri istituti finanziari che possono esercitare diritti ipotecari sullo stesso bene.

Come funziona

Come ben saprai l’assenza di una busta paga scoraggia banche e società finanziarie ad emettere prestiti, specialmente se non ci sono ulteriori garanzie alternative su cui appoggiarsi. Anche qualora queste ci fossero è probabile che il prestito concesso da questi istituti non sia quello che speravamo.

Le somme erogate sono infatti proporzionali al valore della garanzia che offriamo. Per questo motivo se siamo proprietari di un immobile possiamo sfruttare questa opportunità per ottenere finanziamenti di cifre maggiori.

Se per qualsiasi motivo il debitore non è in grado di adempiere al pagamento delle rate subordinate al rimborso dell’importo prestato dalla banca, questa potrà sempre rifarsi sull’immobile posto a garanzia alternativa per soddisfare il proprio credito.

In questo senso, l’ipoteca diventa lo strumento rappresentativo del nostro “merito creditizio” in quanto l’ente emittente può fidarsi di noi perché, anche qualora non dovessimo corrispondere il pagamento, il suo credito sarebbe in ogni caso protetto dal valore del bene immobile.

Ovviamente l’ipoteca può essere accesa anche su altri tipi di beni, ad esempio, i beni di lusso, come gioielli, opere d’arte, oggetti di antiquariato, violiniantichi e così via. In questo caso, però, a meno che il bene in questione non sia un bracciale di diamanti o uno Stradivari, ottenere un prestito elevato sarà difficile, specialmente se il motivo che vi ha spinto a richiederlo è il desiderio di comprare o ristrutturare casa.

Chi può richiederlo

In generale i prestiti senza busta paga sono rivolti a:

  • Disoccupati
  • Casalinghe
  • Studenti universitari
  • Lavoratori precari
  • Autonomi o liberi professionisti o chiunque disponga di una partita IVA
  • Redditieri
  • Protestati

Requisiti minimi

Per richiedere un’ipoteca è necessario soddisfare una serie di requisiti minimi che però possono variare a seconda dell’istituto di credito a cui ci rivolgiamo. In generale, quelli più comunemente richiesti sono:

  • Età tra i 18 e i 65 anni
  • Essere residenti in Italia
  • Avere un documento di reddito annuale (Dichiarazione dei redditi)
  • Assenza di eventuali ipoteche precedenti, pignoramenti o segnalazioni di cattivo pagatore
  • Essere titolari di un conto corrente bancario movimentato da almeno un anno

Mentre essere maggiorenni e possedere la residenza italiana sono dei requisiti obbligatori per legge e quindi indissolubili, l’assenza di eventuali ipoteche precedenti o di segnalazioni di cattivo pagatore sono a discrezione della banca o della finanziaria di riferimento. Pur essendo difficile, potrete comunque trovare qualche istituto di credito che vi conceda un prestito anche in queste condizioni, soprattutto se le garanzie alternative che siete in grado di offrire vengono considerate valide ed affidabili.

Come richiederlo: Fasi e tempistiche

Gli step fondamentali sono:

  1. Procurarsi tutta la documentazione richiesta e consegnarla presso la banca per l’avvio della richiesta
  2. Prima del contratto e dell’erogazione la banca invierà un perito per valutare il valore commerciale dell’immobile sul quale si deve iscrivere l’ipoteca. Almeno una settimana di tempo.
  3. Se il valore dell’immobile viene considerato adeguato a garantire il finanziamento partirà allora la procedura per la sottoscrizione della polizza assicurativa sulla casa e sul debitore (1 o 2 giorni)
  4. Infine, sottoscrizione del contratto, iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari  ed erogazione della somma richiesta (altri 1 o 2 giorni)

Dunque, in totale ci possono volere da un minimo di 7 giorni fino a un massimo di 14 giorni, a seconda dell’istituto di credito di riferimento.

Documentazione

I documenti che servono per la richiesta di un prestito ipotecario sono:

  • documento d’identità in corso di validità
  • codice fiscale
  • certificato della residenza italiana
  • visura dell’Agenzia delle Entrate per attestare la reale proprietà della casaRelativamente al precedente punto, la legge prevede l’obbligatorietà di una polizza assicurativa sull’immobile. Questa, ai fini di vigilanza prudenziale per i mutui ipotecari, deve essere relativa allo scoppio e all’incendio.
  • perizia dell’immobile per conoscerne il valore commerciale
  • documenti di proprietà della casa (come ad esempio atto notarile di acquisto oppure di proprietà dell’immobile per successione)
  • l’ultima dichiarazione Irpef che attesti la situazione reddituale del richiedente
  • assicurazione sulla casa, e nel caso in cui non ci fosse l’istituto emittente potrà darvi la possibilità di sottoscriverne una.

Relativamente al precedente punto, la legge prevede l’obbligatorietà di una polizza assicurativa sull’immobile. Questa, ai fini di vigilanza prudenziale per i mutui ipotecari, deve essere relativa allo scoppio e all’incendio.

Infine, bisogna tener conto dei costi relativi alle spese per il notaio. La normativa, infatti, prevede che l’ipoteca si costituisca soltanto mediante l’iscrizione nei registri immobiliari, sarà quindi necessario stilare per iscritto un atto notarile da depositare la cui pubblicità assumerà funzione costitutiva.

Riduzione dell’ipoteca

L’ipoteca solitamente si iscrive sempre per un importo che è superiore a quello del credito garantito in quanto tale somma comprende capitale, interessi, spese legali, e così via.

Tuttavia, un istituto poco conosciuto è quello della c.d. riduzione dell’ipoteca, disciplinato dall’art. 39 del TUB (Testo Unico Bancario) per cui:

I debitori, ogni volta che abbiano estinto la quinta parte del debito originario, hanno diritto a una riduzione proporzionale della somma iscritta”.

Questa soluzione risulta essere molto utile qualora si intenda sottoscrivere una seconda ipoteca sull’immobile, in questo modo è possibile ottenere un alleggerimento del vecchio debito per estinguerlo in tempi più brevi ed accenderne uno nuovo.

Restrizione dell’ipoteca (o ipoteca parziale)

Nel caso in cui il valore del bene dovesse superare il valore del prestito richiesto è comunque possibile richiedere la sottoscrizione un’ipoteca parziale. Da non confondere con la riduzione, La restrizione si può ottenere quando l’ipoteca abbia per oggetto più beni immobili consentendo così di liberarne alcuni.

Tuttavia, può avere luogo anche qualora colpisca un solo bene, ma solo se questo è costituito da parti che si possano comodamente distinguere. In entrambi i casi è necessario un atto notarile di svincolo con cui la banca autorizzerà la liberazione di alcuni beni.

Ipoteca con terzo garante

Nel caso in cui la casa dove abitate non dovesse essere di vostra proprietà, perché magari pagate un fitto, se ne avete la disponibilità potete anche usare un garante. Infatti, secondo le disposizioni dell’art. 2808 del Codice civile l’ipoteca può avere per oggetto un bene del debitore o di un terzo.

Quest’ultimo, sempre seguendo la suddetta normativa, assume il nome di datore di ipoteca e, concedendo tale garanzia, permette l’espropriazione del medesimo bene.

Il prestito ipotecario vitalizio

Da non confondere con l’ipoteca tradizionale, il prestito vitalizio è un particolare strumento di finanziamento riservato agli over 60 proprietari di un immobile. L’importo che si ottiene varia in base all’età del richiedente e al valore dell’immobile ipotecato ma non può essere superiore a 350mila euro.

Se siete coniugati o conviventi da almeno 5 anni nel suddetto immobile, il relativo contratto di finanziamento deve essere sottoscritto da entrambi, anche se l’abitazione appartiene ad uno solo. Questo sottoposto alla condizione, però, che anche l’altro partner abbia compiuto 60 anni di età.

L’importo del prestito è generalmente compreso tra un minimo del 15% e un massimo del 50% del valore dell’immobile dipendentemente dal valore di questo e dall’età del mutuatario. La durata del contratto solitamente coincide con la vita del sottoscrittore

Restituzione del prestito

L’aspetto più interessante di questa particolare forma di finanziamento è il rimborso potrà essere richiesto solo al momento della morte del soggetto finanziato. Infatti, spetterebbe agli eredi l’obbligo di restituzione del pagamento, i quali dovranno corrispondere al creditore la somma dovuta, con le spese e gli interessi concordati nel contratto.

Questi vengono capitalizzati annualmente, cioè vengono maturati di anno in anno per poi essere sommati al capitale. La risultante somma complessiva così ricavata produrrà a sua volta ulteriori interessi che dovranno essere pagati alla scadenza.

La banca ha diritto alla restituzione integrale della somma finanziata in un’unica soluzione entro 12 mesi dalla morte del debitore. Tuttavia, agli eredi è comunque lasciata la facoltà di decidere le modalità di rimborso del prestito, cioè decidere se:

  • pagare il rimborso graduale di interessi e spese, in tal caso sulle quote versate a tale titolo non si applicherà la capitalizzazione annuale degli interessi.
  • rimborsare con la liquidità a loro disposizione pagando anche gli interessi capitalizzati
  • non pagare direttamente ma lasciare alla banca la facoltà di vendere l’abitazione e soddisfare il proprio credito con il ricavato. Ovviamente, nel momento in cui la vendita dell’immobile dovesse fruttare più di quanto dovuto all’istituto finanziario, la parte residua spetta agli eredi

La restituzione può anche essere richiesta dallo stesso soggetto finanziato prima della sua morte se questo desideri pagare in via anticipata e non gravare sui propri eredi o aventi causa.

Limiti

Il prestito ipotecario presenta una serie di limitazioni da tenere in considerazione:

  • La somma del finanziamento non supera l’80% del valore commerciale dell’immobile
  • L’importo del prestito deve essere superiore ai 30 mila euro
  • Il piano d’ammortamento ha una durata che va da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni

Come cancellare l’ipoteca?

La cancellazione può avvenire sia alla fine del finanziamento, sia nel momento in cui si proceda all’estinzione anticipata del prestito. In questo caso, deve essere il proprietario dell’immobile (una volta estinta l’ipoteca) a richiedere la sua cancellazione dai registri immobiliari presso l’istituto di credito di riferimento.

In ogni caso, decorsi 20 anni dall’accensione dell’ipoteca questa decade a meno che non se ne richieda il rinnovo. Questo vuol dire che se il prestito dura 20 anni e lo si paga correttamente, alla fine del finanziamento l’ipoteca si estinguerà da sola per avvenuta prescrizione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *