Carta revolving: cos’è, come funziona. Tutto quello che devi sapere

carta revolving

Cos’è una carta revolving?

La carta revolving (o un credito revolving) rappresenta un metodo di finanziamento veloce che permette a chi la richiede di effettuare i propri acquisti, ovviamente nei limiti del prestito emesso. Il meccanismo è molto simile a quello di una semplice carta di credito.

La differenza principale sta nella modalità di pagamento in quanto con il credito revolving le spese vengono restituite tramite il versamento di rate mensili più gli interessi ed ogni rata pagata ripristina il fido.

Invece, quando usiamo una carta di credito questa prevede la riduzione del credito disponibile dopo ogni acquisto o prelievo fatto ed il rimborso del fido è corrisposto in un’unica soluzione alla scadenza del contratto.

Le carte revolving sono solitamente emesse da una banca o da un istituto finanziario ed il loro li utilizzo copre qualsiasi tipo di transazione, come ad esempio: 

  • Acquisti in negozio
  • Shopping online
  • Prelievo agli sportelli.

Come funziona?

Come già anticipato nell’articolo prestiti veloci e immediati senza garanzie, l’importo massimo è generalmente compreso tra i 2000 ed i 5000 euro circa. Tuttavia, il tetto massimo previsto dal contratto può variare a seconda della banca o della finanziaria a cui ci stiamo rivolgendo per il prestito e dai rispettivi regolamenti interni.

Al momento della sottoscrizione le parti concordano:

  1. Plafond di spesa, che indica il limite di spesa massimo giornaliero e mensile;
  2. Le rate mensili, i cui importi se è previsto dal contratto possono essere modificati nel tempo per soddisfare meglio le esigenze del cliente;
  3. I tassi di interesse, i quali sono compresi nell’importo della rata mensile

Ogni volta che usi una carta revolving il tuo credito o fido diminuisce. Quando il plafond è completamente esaurito non è più possibile effettuare ulteriori acquisti. Tramite il pagamento delle rate mensili puoi ripristinare il plafond e utilizzarlo nuovamente per successive spese.

Poichè le carte revolving consentono di ottenere finanziamenti veloci, queste prevedono il pagamento di tassi di interesse più alti rispetto a quelli normalmente applicati a prestiti personali o finalizzati.

La Banca d’Italia per il primo trimestre 2021 per le carte revolving prevede un Tasso medio Effettivo Globale su Base Annua (TAEG) del 15,94%. Il tasso soglia usura (ossia, il tasso oltre il quale scatta il reato) è invece del 23,92%. Normalmente per un prestito finalizzato il tasso di interesse richiesto gira attorno al 10%.

Qual è la durata massima di una carta revolving?

Mentre i finanziamenti a termine hanno un numero prestabilito di rate, la carta revolving offre la possibilità di utilizzare la somma di denaro concessa in modo completamente flessibile.

Questo perché il credito può essere“ricostituito” attraverso il rimborso delle rate mensili. Ciò comporta una durata non predeterminata del finanziamento e la possibilità di modificare le rate in base alle proprie esigenze e al contratto.

Come richiedere una carta revolving?

La richiesta può essere effettuata online o in filiale. L’ente finanziatore procede alla valutazione della richiesta e, quando questa è accolta, anche alla relativa consegna della plastica al cliente. La carta potrà essere utilizzata previa attivazione.

I documenti da presentare per richiedere una carta revolving sono:

  • Un documento d’identità
  • Il codice fiscale
  • Una documentazione di reddito (ad esempio la busta paga o la dichiarazione dei redditi)
  • La comunicazione degli estremi del conto corrente (cioè l’IBAN) necessaria per l’addebito delle rate mensili

La presentazione di una busta paga non è essenziale in quanto questa tipologia di prestiti è pensata soprattutto per sostenere i consumi e le esigenze di coloro che non hanno un lavoro stabile o un reddito fisso.

Quali sono i tempi per averla?

In generale il periodo medio che intercorre dalla richiesta della carta, fino alla sua attivazione, va dai 7 ai 10 giorni. In alcuni casi anche solo qualche giorno, o nei casi peggiori, 15 giorni. Molto dipende dai tempi della banca per verificare “l’affidabilità” del cliente. In generale, i tempi possono velocizzarsi quando:

  1. La richiesta è fatta online tramite firma digitale, in modo da evitare lentezze burocratiche tipiche dei moduli cartacei
  2. Il soggetto interessato possiede già un conto corrente. In tal caso sarà molto più semplice per la banca valutare il suo merito creditizio

Per quanto riguarda invece i tempi tecnici relativi alla personalizzazione della carta (nome, cognome, data di scadenza, e così via) e quelli per la plastificazione della tesserina, dipenderanno in gran parte dalla velocità del circuito postale.

Quali sono i costi aggiuntivi?

Per quanto riguarda i costi aggiuntivi, oltre al tasso di interesse, il cui importo varia in base all’emittente ed è sempre indicato per legge nel contratto, possiamo individuare:

  • le spese di estratto conto
  • l’imposta da bollo
  • le spese di incasso delle rate
  • le eventuali commissioni sui prelievi. Di solito si aggirano intorno al 3% o al 4%.
  • le eventuali coperture assicurative aggiuntive
  • le tasse applicabili nel caso di ritardo nel pagamento delle rate (è bene controllare anche in questo caso che non si tratti di tassi usurari)
  • le eventuali spese nel caso in cui si richieda una carta aggiuntiva per un familiare del titolare
  • le eventuali commissioni per la quota associativa annuale, prevista da alcuni istituti. Si tratta di somme fisse che non dipendono dall’uso della carta

Ogni mese al titolare viene inviato l’estratto conto, il quale indica il riepilogo delle spese fatte con la carta nel mese di riferimento, l’utilizzo del credito, la rata addebitata ed il fido di nuovo disponibile. Ognuno di questi estratti conto ha in media un costo di invio di 1,23 euro e per quelli superiori a 77,47 euro è prevista anche un’imposta di bollo di 1,81 euro.

Per quanto riguarda i costi sui prelievi, ogni istituto prevede delle soglie massime d’utilizzo del denaro e nel momento in cui tale limite viene superato, il cliente è costretto per contratto a pagare una somma aggiuntiva.

Disdetta della carta: diritto di recesso

Il cliente può in qualsiasi momento richiedere la disdetta della carta revolving. Il relativo diritto di recesso è disciplinato dal D.Lgs. n° 11 del 2010 (art. 126-septies). La suddetta normativa prevede:

  1. La facoltà di recedere dal contratto senza penalità, e senza spese di chiusura con un preavviso di almeno 2 mesi
  2. Le spese fatturate periodicamente nel periodo precedente alla disdetta sono a carico dell’utilizzatore ma
  3. Se questo provvede al pagamento anticipato delle rate, queste sono rimborsate in maniera proporzionale

Ad esempio, se la disdetta viene comunicata a Marzo con effetto quindi a Maggio ma nel mese di Gennaio hai già pagato il canone annuale, allora avrai diritto al rimborso delle rate che vanno da Giugno a Dicembre.

La comunicazione deve essere poi effettuata per iscritto e inoltrata alla società emittente mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Perché bisogna stare attenti?

Le carte revolving vengono promosse dalle banche e dalle finanziarie, perché sono più redditizie delle carte di credito tradizionali. Infatti, rateizzare gli addebiti aumenta gli interessi che finiscono nelle casse degli intermediari bancari.

Per controllare se il proprio contratto sulla carta revolving prevede dei tassi d’usura, basta consultare con costanza il TEGM sulla Gazzetta Ufficiale ma anche sul sito della Banca d’Italia e su quello del Ministero dell’Economia e della Finanza

Se attraverso una perizia o la consulenza di un esperto, si è scoperto che sulla propria carta revolving sono stati applicati tassi usurari, è in ogni caso possibile rivolgersi a commercialisti, contabili, associazioni o avvocati per inviare al rente finanziario in questione un decreto ingiuntivo per ottenere un risarcimento.

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