La differenza tra cessione del credito e sconto in fattura

Per sovrastare i catastrofici effetti sull’economia causati dalla pandemia globale, il governo si è ingegnato per cercare di aiutare sia privati che piccole e medie imprese. Il Decreto Rilancio 2020 è sicuramente un esempio lampante di questo forte desiderio di ripresa.

Tra le novità più interessanti ci sono le nuove disposizioni in materia di cessione del credito d’imposta e quello di sconto in fattura. Quello che faremo oggi sarà proprio analizzare il significato di queste due operazioni, concentrandoci in particolare sull’aspetto fiscale.

Cosa sono la cessione del credito e lo sconto in fattura?

Credito d’imposta

Per incentivare il miglioramento di edifici, processi produttivi e ambienti di lavoro, il governo ha riconosciuto un credito d’imposta per l’attuazione di alcuni interventi.

Cioè un rimborso erogato dall’Agenzia delle Entrate per coprire le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19. Nonché quelli per il rispetto dell’ambiente e la sicurezza antisismica.

Quindi se durante l’anno di riferimento hai sostenuto costi riconosciuti come detraibili, vuol dire che hai maturato un credito verso l’Erario (cioè lo Stato). In altri termini, hai diritto alla restituzione di una parte delle spese effettuate. In questo caso, le opzioni sono due:

  • Scegli di ottenere una detrazione fiscale su base Irpef (per le persone fisiche) o Ires (per società e imprese), cioè paghi meno tasse in sede di dichiarazione dei redditi
  • Oppure puoi decidere di cedere questo tuo credito a banche e/o imprese per ottenere prestiti bancari o sconti in fattura.

La detrazione fiscale si applica in 10 quote annuali (5 per gli interventi Superbonus 110%). Ovviamente, preferire la cessione del credito o lo sconto in fattura ti permetterà di ottenere immediatamente la somma che ti spetta. In questo caso saranno poi gli enti a cui hai ceduto il tuo credito a beneficiare della detrazione negli anni successivi, oppure scegliere di cederla a loro volta a terzi.

Sconto in fattura

Lo sconto in fattura è una modalità di rimborso che ti consente di ottenere una riduzione dei costi, di pari importo alla detrazione che ti spetta, applicata direttamente sulla fattura del fornitore.

In pratica l’azienda che si occupa dei lavori anticipa al cliente, in un’unica soluzione, la somma detraibile dalle imposte senza applicare costi aggiuntivi. Il denaro dovrà poi essere utilizzato esclusivamente per coprire le spese relative all’intervento che si vuole attuare.

Immagina di ristrutturare casa e di spendere 30.000 euro in totale. Sfruttando, ad esempio, il bonus ristrutturazioni al 50%. Così facendo, maturi un credito d’imposta verso l’Agenzia delle Entrate pari alla metà della spesa sostenuta, cioé 15.000 euro.

A questo punto, se decidi di applicare lo sconto in fattura dovrai pagare solo il 50% della spesa totale. Il restante 50% te lo anticiperebbe l’impresa che a sua volta lo recupererebbe pagando meno tasse in futuro.

Differenze principali

Cessione del credito e sconto in fattura sono due operazioni molto diverse, che non vanno assolutamente confuse tra loro. Vediamo insieme quali sono le differenze principali.

Enti abilitati all’emissione

La cessione del credito possiamo richiederla a:

  • Banche
  • Assicurazioni
  • Fornitori
  • Altri terzi intermediari

Ognuno di questi può anticiparci il denaro necessario per richiedere gli interventi che desideriamo attuare. Come ristrutturazioni, restauro, efficientamento energetico, ecc. In questo caso, il rimborso del finanziamento verrà corrisposto “cedendo” il nostro credito alla banca, la quale applicherà poi un costo per il servizio erogato.

Lo sconto in fattura è concesso al cliente direttamente dall’impresa che effettua i lavori. Questa applicherà una diminuzione sul prezzo totale della fattura in cambio del nostro credito vantato verso l’Erario.

Ammontare del credito ceduto

La cessione del credito obbliga il cliente e la banca al trasferimento dell’intero e totale ammontare della detrazione. Quindi le parti coinvolte non possono concordare in nessun caso una quota più bassa del credito vantato verso l’Agenzia delle Entrate.

Al contrario, lo sconto in fattura ammette la possibilità che contribuente e fornitore concordino una misura inferiore della cessione stessa. Ciò che non ha goduto dello sconto, potrà poi eventualmente essere portato in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi. Oppure, si può scegliere di cedere la parte del credito residuo ad una banca per la cessione del credito.

Cessione parziale del credito

Lo sconto in fattura non deve essere necessariamente totale ma può anche riguardare una sola quota del costo dei lavori.  Infatti, nel caso in cui più soggetti affrontino le spese per interventi sullo stesso immobile (ad esempio un condominio) la soluzione è molto semplice. Indipendentemente dalla decisione degli altri, potremo liberamente decidere se applicare direttamente la detrazione nel modello 730 oppure esercitare una delle due opzioni sopra elencate.

Al contrario, la cessione parziale del credito non è consentita. L’Agenzia delle Entrate ha già chiarito che non sarà possibile cedere solo una parte del credito spettante per i bonus fiscali.

I tempi di rimborso

Tramite lo sconto in fattura il risparmio è immediato e consiste, appunto, in uno sconto sull’importo da pagare per i lavori. Invece, con la cessione del credito dovrai prima pagare i lavori e solo dopo potrai recuperare parte della somma già anticipata.

Il risultato, quindi, è lo stesso ma la differenza sta nell’istante in cui la somma viene emessa.

Incapienza fiscale

Questa, più che una differenza, è un punto a favore di entrambe. Infatti, uno dei vantaggi principali sia dello sconto in fattura che della cessione del credito è proprio quello dell’incapienza fiscale.

Le agevolazioni incentivate dal Decreto Rilancio 2020 sono state pensate proprio per tutti quei soggetti che:

  • Non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o
  • che versano poche imposte Irpef e quindi sono considerati incapienti.

In particolare, le imprese con fatturati molto elevati possono usufruire di queste opzioni per ottenere comunque tutti i benefici fiscali, di cui di solito non potrebbero avvantaggiarsi.

I costi

Prendiamo come esempio il Superbonus 110%. Chiedendo la cessione del credito, le banche ti anticiperanno il 100% che recupereranno in 5 anni, guadagnandoci quel10% extra.

Mentre se opti per lo sconto in fattura la situazione è un po’ diversa. L’impresa incaricata dei lavori non solo non ti addebiterà nessun costo aggiuntivo, ma ti permetterà anche di ottenere il 10% in più. Facciamo un esempio.

Immagina di aver speso 20 mila euro per caldaia e infissi, e altri 20 mila per l’istallazione di impianti fotovoltaici.  La spesa totale ammonta a quindi 40 mila euro. La detrazione che otterrai sarà del 110%, cioè 44 mila euro (40 mila + il suo 10%). L’impresa che effettua i lavori anticiperà questa somma, beneficiando nei 5 anni successivi del credito d’imposta. I 4.000 euro aggiuntivi che ha pagato le verranno ovviamente rimborsati, costituendo (In teoria) parte dei suoi proventi finanziari.

Tuttavia, le società che accordano allo sconto in fattura devono essere capienti, cioè avere Irpef lorda da versare (o versata) superiore all’importo del credito d’imposta. Pertanto le tasse che paga devono essere maggiori del rimborso che ottiene. In caso contrario, la somma non può essere compensata e l’impresa perde in tutto o in parte il beneficio del 110%.

Quindi con lo sconto in fattura tu prendi il 110% dell’intero importo del cantiere, mentre con la cessione del credito prendi solo l’importo della fattura emessa. Poi, per quanto riguarda la capienza fiscale delle imprese, questa non dovrebbe costituire un problema. Di solito, infatti, attività di questo genere tendono ad avere fatturati già abbastanza elevati che permettono di essere capienti.

Come richiedere la cessione del credito e lo sconto in fattura?

La Comunicazione deve essere esclusivamente inviata in via telematica sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Se non hai il tempo o la voglia di capire come funziona il sito, puoi sempre avvalerti dell’aiuto di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni fiscali, come:

  • CAF
  • Dottori commercialisti
  • Ragionieri
  • Consulenti del lavoro
  • Periti commerciali
  • Altri soggetti abilitati

Le sedi del CAF sono comunque necessarie per portare a termine l’intera operazione. Il termine è sempre fissato al 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

Per compilare la richiesta da inviare, ti basterà scaricare il modello allegato Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.

Istruzioni per la comunicazione

Frontespizio

Il frontespizio è composto dalle seguenti sezioni:

  1. Dati del beneficiario” e “Dati relativi al rappresentante del beneficiario”. Deve essere indicato il codice fiscale, ed eventualmente anche un recapito telefonico o un indirizzo di posta elettronica del soggetto coinvolto.
  2. Condominio”. Puoi compilare questo campo solo se l’intervento effettuato riguarda le parti comuni di un edificio (ad esempio un condominio)
  3. Impegno alla trasmissione telematica”. Da compilare se la comunicazione è trasmessa attraverso l’aiuto di un professionista abilitato (come Caf, dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, ecc.)
  4. Visto di conformità”, “Asseverazione efficienza energetica” e “Asseverazione rischio sismico”. Tali sezioni devono essere compilate dal responsabile del CAF o dal professionista che rilascia il visto di conformità. E solo nel caso di interventi ammessi al Superbonus.

Quadro A e Quadro B

Nel quadro A, al campo “Tipologia intervento”, deve essere indicato il codice identificativo dell’intervento che si intende effettuare. Per farlo, puoi consultare la Tabella degli interventi al link in allegato (pag. 4).

Nel quadro B devono essere indicati i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento selezionato. Si tratta delle informazioni principali di un immobile (sezione urbana, Comune, foglio, subalterno, particella). Questi sono contenuti nella visura catastale, un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

Quadro C

Il quadro C è composto da due sezioni:

  • Sezione I – “Beneficiario
  • Sezione II – “Soggetti beneficiari”, da compilare solo se la comunicazione riguarda interventi effettuati sulle parti comuni di un edificio (il condominio).

Nella sezione I – “Beneficiario” ti verrà chiesto di indicare quale opzione desideri richiedere (sconto in fattura o cessione del credito), selezionando la corrispondente casella. Ovvero:

  • Contributo sotto forma di sconto (casella A)  
  • Cessione del credito (casella B).

Inoltre, dovrai indicare l’importo complessivo del credito ceduto o dell’importo sotto forma di sconto.

Nella sezione II – “Soggetti beneficiari” devono essere indicati, per ogni beneficiario:

  • Il codice fiscale
  • La tipologia di opzione, riportando la lettera A, nel caso di contributo sotto forma di sconto o la lettera B nel caso di cessione del credito
  • Il totale della spesa sostenuta (nei limiti previsti dalla legge) e l’importo del credito ceduto o del contributo sotto forma di sconto.

Quadro D

Il quadro D deve essere compilato solo dopo aver ottenuto l’ok da parte dei cessionari/fornitori coinvolti nei lavori. A questo punto dovrai indicare:

  • Il codice fiscale della banca o del fornitore a cui ti stai rivolgendo
  • La data di esercizio dell’opzione, cioé il giorno in cui è iniziata l’intera operazione.
  • La somma del credito ceduto o del contributo sotto forma di sconto.

Solo nel caso di cessione del credito, dovrai compilare anche il campo “Tipologia del cessionario”. In questa sezione dovrai poi riportare il codice:

  • 1: se il cessionario è un fornitore dei beni e servizi necessari alla realizzazione dell’intervento
  • 2: se il cessionario è un altro soggetto privato, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari
  • 3: se il cessionario è un’impresa di assicurazione. In questo caso dovrai specificare anche se hai stipulato una polizza assicurativa che copre il rischio di eventi calamitosi. Se così fosse, allora ti spetterà un’ulteriore detrazione d’imposta.

Documenti principali

Il contribuente deve inviare insieme alla Comunicazione anche:

  • Il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la presenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. Puoi ottenere questo documento da un qualsiasi intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni nonché dai CAF;
  • L’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico. Tale documento serve a certificare il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscale.

Per quali interventi è possibile richiedere la cessione del credito e lo sconto in fattura?

Le agevolazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio 2020 comprendono le seguenti categorie di interventi:

  • Bonus Ristrutturazioni (in particolare gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia nonché quelli di manutenzione)
  • Riqualificazione energetica (Ecobonus)
  • Adozione di misure antisismiche (Sismabonus)
  • Superbonus 110% (Ecobonus + Sismabonus)
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (Bonus Facciate)
  • Installazione di impianti fotovoltaici
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Approfondimenti

Se vuoi saperne di più sui bonus fiscali del Decreto Rilancio puoi leggere i nostri articoli dedicati ai seguenti link:

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